1985 – 1988 Tre anni di intensa attività Antincendio

incendio boschivo elba“…desideriamo che questa Festa del Volontariato della Protezione Civile di Porto Azzurro, continui anche negli anni prossimi, completandola con altre manifestazioni insieme ai vari organismi di intervento e di strutture ufficiali del Ministero.

La prima domanda che ci siamo posti all’inizio, era quale importanza ed eventuale successo poteva avere la costituzione di una associazione di Protezione Civile in un paese, un isola dove poco o niente succede, che non è suscettibile (fortunatamente) a calamità naturali e dove la gente rimane insensibile a certi problemi sul posto, dove menefreghismo, individualismo e pettegolezzo sono caratteristiche locali accentuate che ostacolano ogni iniziativa al di fuori della norma abituale.

Rispondendo a queste domande, discutendo con i giovani di Porto Azzurro, nell’inverno 85, abbiamo organizzato diverse riunioni nelle quali è uscito uno Statuto di base, un regolamento interno che modifichiamo ogni anno in base all’esperienza acquisita. Ci sembra aver centrato nell’attività della “Squadra”, quei requisiti indispensabili per una associazione, prima di tutto culturale educativa, informativa verso quei settori come quello antincendio, non solo boschivo, ma anche di primo soccorso in generale, utile al singolo per tutta la vita. Conoscere tecniche, attrezzature e pratiche di sopravvivenza che danno carattere al giovane, lo rendono più sicuro in se stesso e di fronte agli imprevisti. Tramite esercitazioni e veri e propri interventi diretti gli associati insegnano e imparano in egualmodo ad essere meno individualisti, ad aiutarsi a vicenda in caso di pericolo e, comunque, rimanere sempre in buoni rapporti di amicizia, ridimensionando l’arrivismo, l’orgoglio personale.

Ecco quindi che leggendo le finalità del nostro Statuto si può rilevare la caratteristica educativa dell’associazione verso una nuova mentalità e coscienza delle problematiche della Protezione Civile in generale…   Una coscienza nuova di responsabilità civile utile a se stessi e verso gli altri. Idonea per intervenire qui all’Elba, ma per organizzarci se ce ne sia bisogno, ed intervenire in occasione di calamità naturali anche in zone fuori dall’Isola.

Con queste basi abbiamo iniziato l’attività nella primavera del 1986 con il primo servizio pubblico in occasione del disastro di Cernobyl: periodo  durante il quale l’Elba era invasa da migliaia di turisti e che la stampa locale e nazionale indicava uno spostamento della nube radioattiva verso l’Italia centrale e anche sopra la nostra zona. Ci siamo preoccupati di allestire due bollettini pubblici, uno esposto in Piazza Matteotti e uno in Via Marconi, che aggiornati ogni 4 ore indicavano fortunatamente l’assenza di aumento di radioattività provocata dalla nube tossica….

Durante le edizioni del Rallye dell’Isola d’Elba, abbiamo organizzato insieme al Comitato organizzatore una completa assistenza sul percorso  composto da unità mobili, volontari in diverse  zone e addetti al traffico per rendere le strade più sicure.

Certamente il programma antincendio boschivo è quello che ci impegna maggiormente. Abbiamo iniziato effettuando rilievi fotografici sulle colline più alte del Comune per segnalare postazioni di vedetta dove si potesse vedere la maggior parte del territorio elbano.  Proprio con queste “zone vedetta” panoramiche, abbiamo iniziato il programma antincendio di prevenzione in collaborazione con il Corpo Forestale.

Il Servizio è svolto tutte le sere dal 1° Luglio al 31 Agosto dalle ore 21,30 alle ore 2 di notte tutti i giorni. Ogni sera due volontari a turno con i propri mezzi, raggiungevano le postazioni fisse o un percorso mobile dove si poteva controllare i Comuni di Porto azzurro, ma anche Portoferraio, Rio Marina, Rio nell’Elba e Capoliveri, Lacona compresa.  In caso di principio di incendio, veniva allertato via radio il Corpo Forestale di Portoferraio che raggiungeva immediatamente il posto. Subito dopo partiva anche la nostra squadra antincendio composta da 40 persone.  Questi i primi numeri: 270 ore notturne di sorveglianza, 2351 chilometri percorsi, partecipazione diretta a 38 incendi con 304 presenze di volontari e 800 ore sul fuoco, molte delle quali notturne..”